Salve a tutti come annunciato, anche se in ritardo per un progetto che ha assorbito tutto il mio tempo ma ora avendo un paio di giorni liberi mi rimetto a scrivere.
Come si evince dal titolo oggi vedremo le caratteristiche fondamentali che secondo la mia esperienza e secondo logica un impianto dovrebbe avere, sarà un articolo molto lungo. Ci tengo a precisare che tutto quello che scrivo proviene da esperienze pratiche/teoriche che sono volte a rendere efficiente e ottimizzato il lavoro del system integrator. Dobbiamo sempre tenere a mente che se scegliamo bene all’inizio non ci ritroveremo poi a sprecare tempo e fare figuracce davanti al cliente.
Oggi vedremo come scegliere il sistema che si adatta meglio alle nostre esigenze (sì le nostre e non quelle del cliente), quindi prevedo che a questo punto ci sia stato già un incontro con il cliente che ci ha detto, voglio questa funzione piuttosto che quest’altra.
Sia ben chiaro che i sistemi oggi in commercio sono tantissimi tutti validi ma ognuno a pro e contro, non vedrete marche consigliate poiché rischierei di tralasciare dei prodotti che non conosco ma che sono validissimi.
Prima grande suddivisione dei sistemi:
- Logica distribuita
- Logica centralizzata
Nei sistemi a logica distribuita ogni “pezzo” del sistema ha una sua intelligenza, la cosa più evidente e che il sistema ha un elevatissimo grado di tolleranza ai guasti. Esempio se si brucia un qualsiasi dispositivo del sistema, il sistema continuerà a lavorare con la parte integra avendo un deficit funzionale parziale.
Nei sistemi a logica centralizzata ogni “pezzo” del sistema non ha una sua intelligenza ma viene supervisionato da una unità centrale. Solitamente questo tipo di sistemi hanno un’ottima gestione dei dispositivi “stupidi” ed implementano “solitamente” un efficientissimo sistema di programmazione senza andare a programmare singolo dispositivo, inoltre di base (molto dipende dal software di programmazione) implementano già parecchie funzionalità standard che i sistemi a logica distribuita non possono avere per ovvi motivi (non è pensabile inserire in un dispositivo a l.d. delle funzionalità che tengano conto di ipotetiche configurazioni con altri dispositivi).
Ma quale scegliere? Il nostro lavoro non permette di dare una risposta univoca a questa domanda. Personalmente ho lavorato con vari sistemi a logica distribuita e centralizzata e mi sono trovato bene in entrambi i casi.
La scelta giusta è funzione di fattori importantissimi quali:
- Le esigenze del cliente
- Siamo più programmatori o più progettisti?
- Incidenza statistica di guasti per sovratensioni, fulmini ecc.. (non dite che sono esagerato e sotto vi spiegherò il perché)
- Accorgimenti per il punto sopra adottabili
- Buon senso (dovrebbe essere il primo punto.)
Diamo un motivazione ai punti sopra:
- Le esigenze del cliente
Che lo volgiate o no dobbiamo parlare con il cliente e questo non smetterò mai di dirlo. Quindi carta e penna o meglio set di domande da fare e andiamo dal cliente. Anche se ormai tutti i sistemi in commercio coprono ampiamente quasi tutte le esigenze, non ha senso fissarsi su un solo prodotto prima di parlare con il cliente. Che senso avrebbe prendere uno dei migliori sistemi per poi fare solo on/off?
La mia esperienza: solitamente io collaboro con i professionisti (impiantisti, ingegneri, architetti, geometri ecc..) che prendono il lavoro con il cliente e mi chiedono consulenza. Quando accompagno gli stessi dal cliente, sono io a occuparmi delle domande; orientativamente il tempo necessario per capire cosa il cliente voglia è di 2,5 h, ma esistono picchi che prevedono fino a 3 incontri di 3 h ognuno, quindi armatevi di pazienza.
- Siamo più programmatori o più progettisti?(digressione filosofica)
Dilemma amletico? Ebbene si nessuno di noi system integrator vuole ammetterlo, ma generalmente propendiamo da un lato o dall’ altro. Sia ben chiaro la propensione verso la programmazione o la progettazione ci permette di capire come strutturare il progetto e inserirci in un contesto sia esso a prevalenza progettuale o programmatica che ci faccia lavorare in un ambiente sereno e familiare. Se sono un programmatore in prevalenza mi inserirò in un contesto in cui la prevalenza progettuale viene come aspetto secondario.
E’ sott’inteso che dobbiamo essere bravi in entrambe le cose o lavorare in team
A questo punto vi chiederete ed ora che so di essere più progettista che programmatore o viceversa che faccio?
Scegli il sistema che si avvicina più al tuo modo; mi spiego, non ha senso scegliere un sistema che richiede delle accortezze particolari nella fase di progettazione se sei più programmatore o al contrario scegliere un sistema che si basa su programmazione pura pur consentendo infinite personalizzazioni se sei più un progettista.
Precisazione: tutto ciò vale per sistemi di una certa complessità/dimensione, se devo fare on/off non mi preoccuperò delle mie personali propensioni.
- Incidenza statistica di guasti per sovratensioni, fulmini ecc..
Ed eccoci arrivati ad uno dei fattori che viene spesso messo in secondo piano, ora non fraintendetemi non è necessario fare uno studio statistico del posto e dell’abitazione per incidenza di guasti ma magari chiedere al cliente (se l’abitazione è già costruita da diversi anni) se ricorda di guasti, sbalzi di tensione, magari anche se si è mai bruciato l’alimentatore del computer delle figlie oppure fare delle semplici letture di tensione di rete oppure chiedere se durante i temporali i fulmini creino problemi (come vedete spunta sempre l’incontro con cliente).
- Accorgimenti per il punto sopra adottabili
Ricordatevi che è meglio non implementare un sistema dove non può essere implementato. (ho scoperto l’acqua calda)
Come sempre dobbiamo essere dei professionisti e non dei commerciali (sia benedetto il loro lavoro perché senza di loro tanti lavori non li faremmo) e cercare di piazzare il sistema comunque e dovunque.
Quindi se ci accorgiamo che l’abitazione non ha le caratteristiche che servono per il sistema, ci sono due soluzioni; o troviamo un sistema che si adatta o sistemiamo le cose a livello d’impianto, ma mai dovremmo scegliere di fare l’impianto sperando in una divinità che faccia funzionare tutto.
Gli accorgimenti in caso di problemi come sbalzi di tensione potrebbero essere l’utilizzo di un ups, di filtri o di ciabatte protette o di tutte queste cose insieme. Se poi ci dicono che un giorno si e l’altro pure si brucia qualcosa e vogliamo implementare il sistema magari scegliamo un sistema a logica distribuita.
- Buon senso (dovrebbe essere il primo punto)
Spero di non dover spiegare questo punto
Caratteristiche che agevolano la vita al system integrator:
Passiamo ora alle caratteristiche hardware che i nostri sistemi dovrebbero avere; parliamo di impianti di una certa complessità (non certo sistemi piccoli), non sono indispensabili almeno non tutti ma se ci sono non guasta:
- RS232/485
Averle è una cosa quasi “commovente”, ormai bistrattate da molti, sono quelle che in casi di emergenza o di interfacciamento particolari ci evitano grattacapi con programmazione o accrocchi hardware particolari. Ricordatevi che servono interfacce rs232 che siano utilizzabili per interfacciare dispositivi esterni e non per programmare il sistema.
- Interfacciamento con lan
Se il mio sistema si connette con la rete lan magari posso implementare delle funzionalità di controllo remoto avanzate.
- Software di programmazione
Sappiamo tutti che il software per programmare i nostri dispositivi deve essere semplice efficiente e se permette la programmazione a sistema montato di ogni singolo dispositivo ancora meglio.
- Reset
Sembra banale ma la possibilità di effettuare il reset dell’unità centrale in sistemi a logica centralizzata potrebbe evitarci di intervenire dal cliente.
Con questo ho fini
to come sempre rimango a vostra disposizione per chiarimenti e collaborazioni.
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